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Per uno spazio da vivere e non da consumare: salviamoci dalle nuove Tangenziali

Indice

Le nuove Tangenziali nel territorio tra Grotta Perfetta e la Laurentina

Valutazione del Sottopasso dell’Appia Antica

Valutazione della Tangenziale “Ex–asse attrezzato”

Valutazione della Tangenziale di Via Kobler

Valutazione generale e alternative proposte

Stato delle opere

 

Le nuove Tangenziali nel territorio tra Grotta Perfetta e la Laurentina

Nel Nuovo Piano Regolatore il Comune ha pianificato la realizzazione di una nuova viabilità principale, ovvero strade di scorrimento a 4 corsie con velocità consentita 70 km/h e flussi di traffico previsti di parecchie decine di migliaia di veicoli al giorno. Queste nuove Tangenziali avranno un impatto negativo considerevole sull’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini dei quartieri Cecchignola Sud, Fonte Meravigliosa, Giuliano Dalmata, Colle di Mezzo, Ottavo Colle, Tintoretto, Roma 70, Grotta Perfetta.

Nel seguito vi spieghiamo perché.

Il Programma Integrato della Mobilità (PROIMO) è uno studio eseguito dall’Agenzia per la Mobilità del Comune di Roma (la STA), che propone degli scenari della mobilità pubblica e privata a Roma basandosi sulle previsioni di incremento della popolazione e su simulazioni dei flussi sulle reti di trasporto. Il PROIMO è stato utilizzato per la redazione del Nuovo Piano Regolatore e del Piano Generale del Traffico Urbano.

Il Proimo propone un modello del trasporto su gomma così sintetizzabile :

– un sistema tangenziale esterno (il GRA);

– un sistema tangenziale interno, costituito dalla cd. “Circonvallazione verde”, autostrada urbana il cui tracciato dovrebbe comprendere: alcuni tratti della Tangenziale Est, la Via Olimpica, Via dei Colli Portuensi, Via Isacco Newton, il viadotto della Magliana fino a Via Laurentina, quindi il Sottopasso sotto al Parco dell’Appia Antica fino alla Via Palmiro Togliatti, per poi chiudersi ad anello;

– un sistema radiale di strade consolari e di nuove strade di scorrimento di connessione tra i due anelli.

Gli ultimi due sistemi necessitano della realizzazione di nuova viabilità per il completamento della rete. In particolare nel quadrante sud questa viabilità, che attraverserà aree verdi e residenziali, comprende (Figura 1):

  1. Il cosiddetto Sottopasso dell’Appia Antica (Figura 2).
  2. La strada denominata “Ex-asse attrezzato”, che dovrebbe collegare la Via Laurentina all’altezza del Ristorante Checco dello Scapicollo con la “circonvallazione verde”, passando per Colle di Mezzo, attraversando Via di Vigna Murata e Via del Tintoretto (Figura 3).
  3. La strada denominata Via Kobler, che dovrebbe collegare l’“Ex-asse attrezzato”, all’altezza del Colle di Mezzo, con Via della Cecchignola, fiancheggiando il quartiere Cecchignola Sud (Figura 3).

 

In generale gli argomenti a favore della nuova viabilità si basano sul miglioramento della fluidità del traffico locale e soprattutto del traffico pendolare, che come è noto in questo quadrante è molto congestionato, non esistendo alternative su ferro.

Gli argomenti contrari contestano le precedenti affermazioni citando una legge fondamentale dei flussi veicolari, ovvero che l’offerta di nuove strade produce in breve tempo un incremento netto di traffico (vedi la pagina dei Documenti per maggiori informazioni). Ulteriori elementi negativi sono dovuti ai forti impatti attesi sull’uso del territorio, sulla qualità dell’aria, sul clima acustico, sulla salute pubblica, sulle aree verdi, sulle trasformazioni funzionali dello spazio urbano.

Vi proponiamo nel seguito una valutazione dell’utilità e dell’impatto ambientale di queste opere. Per l’”Ex-asse attrezzato” e per Via Kobler vengono proposte le possibili alternative.

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Valutazione del Sottopasso dell’Appia Antica

Per quanto riguarda gli impatti del Sottopasso dell’Appia Antica vi rimandiamo alla descrizione svolta dal WWF, sezione di Roma 11 (Sottopasso dell’Appia). Notiamo tuttavia che il WWF sembra disponibile ad avallare una modifica di tracciato che risparmi l’area protetta della Tenuta di Tormarancia, senza valutare appieno le conseguenze nefaste in termini di inquinamento atmosferico dei 50.000 veicoli/giorno previsti sulla Tangenziale. E’ prevedibile che una buona parte delle svariate decine di tonnellate/anno di inquinanti emessi (benzene, polveri sottili, ossidi di carbonio, ossidi di azoto, ecc.), sfuggita al filtraggio operato dai polmoni umani, si riversi anche sul territorio protetto, con danni di medio e lungo termine sulla già scarsa biodiversità.

In alternativa alla realizzazione del Sottopasso un coordinamento di Associazioni e Comitati romani ha raccolto 11.000 firme per proporre una Delibera di iniziativa popolare che vincolasse il Comune ad avviare un percorso di partecipazione dei cittadini per costruire subito un mezzo di trasporto su ferro (tram o altro) tra Saxa Rubra e Cinecittà-Laurentina, peraltro previsto anche nel nuovo PRG.

Quindi non una Tangenziale su gomma ma su ferro.

Dopo averla tenuta per mesi in stallo, il Consiglio Comunale ha approvato la delibera l’8 febbraio 2006, ma fino ad oggi (febbraio 2008) la proposta di delibera non è mai stata posta in votazione, in palese violazione con il regolamento Comunale. Anzi, sulla Via Palmiro Togliatti è stato realizzato un “corridoio per la mobilità” su gomma, senza il minimo coinvolgimento dei cittadini. Il risultato per ora è un incremento netto del traffico, dovuto all’aumentare di piccole situazioni di blocco ai varchi del “corridoio” (leggi la notizia)

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Valutazione della Tangenziale “Ex–asse attrezzato”

Nel seguito si esaminano i pro e i contro di questa strada di collegamento radiale tra il GRA e la “Circonvallazione verde” (Figura 1), a cui noi abbiamo riconosciuto il “soprannome” di Tangenziale, in quanto tale termine rievoca esattamente i suoi aspetti costruttivi e trasportistici.

Elementi a favore

Elementi Contrari

 

Decongestionamento di Via Laurentina e del semaforo di Via del Serafico

Il decongestionamento sarà possibile (almeno inizialmente) solo quando la strada scaricherà i flussi di traffico sulla “Circonvallazione verde”, altrimenti l’intasamento si sposterà semplicemente più avanti, allo svincolo delle Tre Fontane, su cui convergerà il traffico dell’”Ex-asse attrezzato” dopo avere congestionato anche Via del Tintoretto e Via Ballarin.

E’ prevedibile inoltre che un eventuale decongestionamento sarà di breve durata, poiche' la Tangenziale sarà presto saturata dal traffico indotto richiamato dai settori adiacenti.

Inoltre la realizzazione delle nuove strade sottrarrà fondi e metterà in secondo piano la costruzione di efficienti mezzi di trasporto su ferro, rimandandola di altri 10-20 anni.

Ricordiamo come la costruzione di mezzi di trasporto su ferro sia raccomandata a livello europeo come l’unica soluzione sostenibile ai problemi di traffico e inquinamento urbano.

 

Decongestionamento del traffico internamente ai quartieri Colle di Mezzo e Ottavo Colle

 

Gli effetti di questo decongestionamento saranno di durata limitata, a causa del traffico indotto, a fronte di un incremento netto dei tassi di inquinamento ambientale in tutta l’area. Non solo, ma i quartieri limitrofi alla Tangenziale si svuoteranno delle componenti residenziali e si riempiranno di esercizi commerciali e uffici, innescando ulteriori aumenti di traffico locale. Un esempio classico del traffico collaterale innescato da una strada del genere è visibile nelle aree limitrofe alla Tangenziale Est.

 

Decongestionamento delle Vie Ardeatina e Laurentina dal traffico pendolare

Il traffico che intasa le due consolari è dovuto per la maggior parte a flussi pendolari e commerciali verso le aree centrali della città. Fornire nuove e, almeno inizialmente, più scorrevoli vie di accesso non farà che aumentare in breve tempo i flussi. Al contrario il Piano Generale del Traffico Urbano indica come assolutamente prioritario scoraggiare tali flussi centripeti dall’utilizzo del mezzo su gomma per trasferirli su ferro.

Altri importanti elementi da considerare

 

Incremento dei tassi di inquinamento atmosferico

Studi della STA prevedono a livello comunale che i nuovi insediamenti residenziali previsti dal Piano Regolatore nell`area di Roma Sud-Ovest causeranno un incremento netto del traffico su gomma di quasi il 6%, nonostante le nuove strade. In particolare sulla Tangenziale “Ex-asse attrezzato” sono previsti (probabilmente sottistimandoli) flussi di traffico di circa 30000 veicoli/giorno (vedi la Mappa dal Proimo).

Tali forti flussi genereranno un notevole incremento delle emissioni di inquinanti da traffico (Ossidi di Azoto, Monossido di Carbonio, Benzene, Idrocarburi Policiclici, Polveri atmosferiche), con un impatto drammatico sulla salute pubblica nei quartieri attraversati.

E’ certo che si verificherà un forte incremento nel numero di decessi per varie cause di morte, e un aumento dell’incidenza di malattie polmonari croniche, soprattutto a carico di anziani e bambini residenti in prossimità delle strade in questione (guardate la nostra scheda).

Sulla base dei dati pubblicati da APAT e dello studio che troverete qui, abbiamo calcolato che i soli 2 km di “Ex-Asse Attrezzato” produrranno:

  1. Polveri sottili (PM10) quanto un inceneritore di rifiuti da 200 tonnellate/giorno
  2. Monossido di carbonio quanto un inceneritore da 10000 tonnellate/giorno

 

Ci rifiutiamo (giustamente) di costruire inceneritori nei centri urbani, ma di fatto già esistono !

 

Incremento dei tassi di inquinamento acustico

Il clima acustico peggiorerà notevolmente in una fascia di almeno 100-200 metri dalle strade, interessando direttamente oltre 5000 cittadini.

 

Distruzione di verde pubblico e corridoi ecologici.

La strada distruggerebbe totalmente una serie di aree verdi, alcune delle quali sedi di importanti corridoi ecologici. Inoltre molte di queste aree sono attualmente utilizzate dai cittadini come aree di passeggiata per cani, come percorsi ciclabili e pedonabili nel verde, come punti di incontro di giovani e anziani. Oltre a cio` sono anche elementi migliorativi del paesaggio urbano e come tali apprezzati e fruiti dalla comunità. Nell’Ottavo Colle verrebbe totalmente distrutto il Parco del Tintoretto.

 

Creazione di una cesura internamente ai quartieri

Da un punto di vista storico, già il nucleo iniziale del quartiere Ottavo Colle (Via Lilio – Via del Serafico) considerava il territorio che lo legava alle scuole Peano e De Pinedo come uno spazio di sua appartenenza. La successiva realizzazione del quartiere Ottavo Colle ha consolidato il rapporto tra l’area residenziale e gli istituti scolastici, che sono ormai parte integrante dell’identità del quartiere. Analoghe situazioni esistono a Colle di Mezzo e Giuliano Dalmata.

La Tangenziale andrebbe a creare una forte frattura (sia fisica che simbolica) in uno spazio vissuto dagli studenti e dai cittadini (gli edifici scolastici sono utilizzati anche durante l’orario pomeridiano e serale per attività sportive e culturali).

 

Innesco di un progressivo degrado dei quartieri

E’ dimostrato da studi territoriali che la realizzazione di una strada di scorrimento innesca una serie di trasformazioni del territorio limitrofo, con modifiche anche rilevanti delle funzioni che vi si svolgono. Grazie all’aumento di accessibilità e di flussi di passaggio, l’area diventerebbe molto più appetibile per la localizzazione di complessi commerciali e uffici, innescando delle profonde trasformazioni che sconvolgerebbero la vita nei quartieri, peggiorandone la qualità. Ad esempio l’Ottavo Colle ha visto negli ultimi 20 anni già realizzarsi la perdita di numerosi esercizi commerciali a favore di banche e uffici finanziari. Ci chiediamo come potrebbe diventare il quartiere se attraversato da una tangenziale.

 

Creazione di situazioni di pericolosità nei pressi dei complessi scolastici

La presenza di scuole a brevissima distanza dalla Tangenziale sarà causa di sicuri aumenti di incidentalità data anche la necessità di molti ragazzi di attraversarla per raggiungere gli edifici scolastici. La realizzazione di un sovrappasso, non solo non tutelerebbe la salute degli studenti, che preferirebbero comunque l’attraversamento diretto al piano della carreggiata, ma causerebbe un ulteriore impatto ambientale nel paesaggio locale.


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Valutazione della Tangenziale di Via Kobler

Nel seguito si esaminano i pro e i contro di questa strada di scorrimento, la cui funzione sarà quelle di collegare il GRA (attraverso la Via Ardeatina e la Via della Cecchignola) con l’”Ex-asse attrezzato”, quindi con a “Circonvallazione verde” e con il centro di Roma (Figura 3).

 

Elementi a favore

Elementi Contrari

 

Collegamento più breve (diretto) tra Cecchignola Sud e la Metro Laurentina

Attraversamento di un’area verde di elevato valore naturalistico e archeologico (il Fosso della Cecchignola), per la quale 14000 cittadini hanno chiesto la trasformazione in parco urbano (vedi il sito dell’Associazione Colle della Strega per maggiori informazioni).

Il collegamento potrebbe più efficacemente essere svolto con il trasporto pubblico su ferro (tram in corsia protetta).

 

Decongestionamento della Via Ardeatina

Il traffico che intasa la Via Ardeatina, è dovuto per la maggior parte a flussi pendolari e commerciali verso le aree centrali della città. Fornire nuove e, almeno inizialmente, più scorrevoli vie di accesso non farà che aumentare in breve tempo i flussi. Al contrario il Piano Generale del Traffico Urbano indica come assolutamente prioritario scoraggiare tali flussi centripeti dall’utilizzo del mezzo su gomma per trasferirli su ferro.

 

Altri Importanti Argomenti Contrari

 

Incremento dei tassi di inquinamento atmosferico

Studi della STA prevedono a livello comunale che i nuovi insediamenti residenziali previsti dal Piano Regolatore nell`area di Roma Sud-Ovest causeranno un incremento netto del traffico su gomma di quasi il 6%, nonostante le nuove strade. In particolare sulla Tangenziale di Via Kobler si possono stimare flussi di traffico analoghi a quelli dell’”Ex-asse attrezzato”, ovvero circa 30000 veicoli/giorno.

Tali forti flussi genereranno un notevole incremento delle emissioni di inquinanti da traffico (Ossidi di Azoto, Monossido di Carbonio, Benzene, Idrocarburi Policiclici, Polveri atmosferiche), con un impatto drammatico sulla salute pubblica nei quartieri attraversati.

E’ certo che si verificherà un forte incremento nel numero di decessi per varie cause di morte, e un aumento dell’incidenza di malattie polmonari croniche, soprattutto a carico di anziani e bambini residenti in prossimità delle strade in questione (guardate la nostra scheda).

 

Incremento dei tassi di inquinamento acustico

Il clima acustico peggiorerà notevolmente in una fascia di almeno 100-200 metri dalle strade, interessando direttamente oltre 5000 cittadini.

 

Distruzione di verde pubblico e corridoi biologici

La strada danneggerebbe notevolmente un’area di grande valore naturalistico, di cui si chiede addirittura l’inserimento nel Parco dell’Appia Antica, ovvero il Parco del Fosso della Cecchignola (vedi il sito dell’Associazione Colle della Strega per maggiori informazioni).

 

Innesco di un progressivo degrado dei quartieri

E’ dimostrato da studi territoriali che la realizzazione di una strada di scorrimento innesca una serie di trasformazioni del territorio limitrofo, con modifiche anche rilevanti delle funzioni che vi si svolgono. Grazie all’aumento di accessibilità e di flussi di passaggio, l’area diventerebbe molto più appetibile per la localizzazione di complessi commerciali e uffici, innescando delle profonde trasformazioni che sconvolgerebbero la vita nei quartieri, peggiorandone la qualità.


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Valutazione generale e alternative proposte

L’Associazione Ottavo Colle ritiene che la costruzione delle due strade di scorrimento non consentirà quasi sicuramente di raggiungere gli obbiettivi di mobilità che si prefiggono, se non per un brevissimo periodo. Un eventuale transitorio miglioramento sarebbe poi relativo quasi esclusivamente al traffico di attraversamento, e non al traffico locale interno ai quartieri, che invece peggiorerà da subito.

Come diceva anche l’ex assessore Walter Tocci nella prefazione al PROIMO nel 2001: “ … Molta prudenza ci vuole nell’avventurarsi verso la realizzazione di nuove strade che nella maggior parte dei casi portano risultati dannosi per il sistema della mobilità. Una delle illusioni più radicate nel senso comune è che si possa risolvere un ingorgo con una nuova strada. Se va bene questa è in grado di spostare l’ingorgo più in là; se va male essa attrae nuove automobili peggiorando il traffico.”

La lezione delle grandi aree metropolitane americane ed europee, è proprio questa: l’offerta di nuove strade non fa che aumentare la domanda (guardate la pagina dei Documenti), incitando i cittadini all’uso dell’automobile, e disincentivando l’uso del mezzo pubblico (in particolare di quello di superficie, spesso soggetto agli stessi ingorghi del traffico privato).

Nel breve termine la percezione del cittadino è quella di una accresciuta mobilità personale, quindi vantaggiosa. In assenza però di alternative di mobilità su ferro, è certo però che in breve tempo si arriverà ad una inevitabile saturazione delle nuove strade, annullando tale vantaggio. Nello stesso tempo il maggiore uso dell’automobile produrrà a lungo termine degli effetti dannosi per la collettività che sarà difficile superare: se i cittadini abbandoneranno il mezzo pubblico esso diventerà antieconomico e perderà di efficienza (ad es. saranno ridotte le corse autobus), secondo una nota spirale negativa. Inoltre, benchè esista una nozione alquanto approssimativa di un presunto vantaggio ambientale delle strade di scorrimento, attribuito alle minori emissioni di autoveicoli in movimento rispetto alle situazioni di code e congestioni, la realtà è che il maggior numero di automobili favorirà un netto incremento delle immissioni di inquinanti in atmosfera, contribuendo a quel peggioramento generale della qualità dell’aria che costringe le Amministrazioni ai blocchi periodici del traffico.

A questo riguardo rileviamo la totale assurdità di realizzare nuove strade di scorrimento nel quadro legislativo attuale, che prevede limiti massimi degli inquinanti molto bassi rispetto alla reale qualità dell’aria di molte delle nostre città. Per rispettare tali limiti (e quindi salvaguardare la salute dei cittadini) i blocchi del traffico diventeranno una normalità nei prossimi anni. L’introduzione di limiti progressivamente più restrittivi (i nuovi entreranno in vigore nel 2010) sarebbe dovuta servire per adeguare gradualmente le politiche di trasporto pubblico alle esigenze di qualità dell’aria, ma non si vedono azioni realmente incisive in tal senso.

Tutto ciò considerato, è nostra opinione che gli effetti diretti e indiretti della nuova viabilità saranno molto più dannosi che utili, che essa causerà un sicuro impatto ambientale, forte e non mitigabile, un aumento dell’incidentalità, una contrazione delle aree verdi, uno stravolgimento delle caratteristiche residenziali del territorio. In ultima analisi questo provocherà notevoli peggioramenti dell’ambiente, della qualità della vita e della salute pubblica che interesseranno migliaia di cittadini.

Per questi motivi la nostra valutazione è negativa e proponiamo le seguenti alternative.

Per l’”Ex-asse attrezzato”: realizzazione del prolungamento della Metro B previsto dal Nuovo PRG; ripristino del collegamento diretto tra Via Laurentina e Via di Vigna Murata anche in entrata, realizzazione di una linea di trasporto su ferro (eventualmente un tram di superficie), di collegamento tra la Stazione metro Laurentina e le nuove aree edificate.

Si tratta di alternative efficienti, come dimostrano gli studi della STA, e non eccessivamente costose, se si considerano nel bilancio i costi indiretti associati agli impatti ambientali e sociali generati dalla strada (costi aggiuntivi sul sistema sanitario, incremento del traffico e degli incidenti, riduzione degli spazi di verde pubblico). Il prolungamento della Metro B potrebbe inoltre essere realizzato in tempi rapidissimi se venisse accettato il tracciato alternativo proposto dalle Associazioni locali, ovvero in superficie su Via di Vigna Murata e Via della Cecchignola.

In ogni caso l’Associazione Ottavo Colle chiede al Comune che sia la pianificazione che la progettazione di opere impattanti come le Tangenziali qui descritte, vengano sottoposte ad un Processo Decisionale Inclusivo link alla pag. partecipazione, in cui i cittadini vengano coinvolti fin dalle fasi iniziali. A questo riguardo la nostra Associazione ha promosso nella Consulta dell’Ambiente del Municipio XI la proposizione di un Ordine del Giorno su questi temi, successivamente votato dal Consiglio del Municipio (OdG sulla Partecipazione dei cittadini alle trasformazioni territoriali del Municipio XI).

Inoltre, in base alla normativa regionale, l’”Ex-asse attrezzato”, considerate le sue caratteristiche di strada di scorrimento a forte impatto in ambito urbano, dovrebbe essere sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale.

Per la Tangenziale di Via Kobler, vi rimandiamo alle alternative proposte dall’Associazione Colle della Strega, che ha già raccolto 14000 adesioni di cittadini contrari alla distruzione dell’area naturalistica del Parco della Cecchignola. Ribadiamo anche in questo caso la necessità di coinvolgere i cittadini nei processi decisionali e di non poter procedere senza avere considerato tutti gli aspetti ambientali, sia antropici che naturalistici, e socio-culturali che tali opere avranno.


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Stato delle opere

A dicembre 2004 l’Associazione Ottavo Colle venne casualmente a conoscenza delle intenzioni del Comune di realizzare subito un primo tratto dell’”Ex-asse attrezzato”, distruggendo l’area a verde pubblico compresa tra Via di Vigna Murata, Via del Tintoretto, Via Grotte d’Arcaccio e Via Paolo di Dono (il Parco del Tintoretto).

Il IX Dipartimento del Comune aveva preparato un progetto preliminare per la realizzazione di un “Collegamento Via di Vigna Murata – Via del Tintoretto”. Esso prevedeva la realizzazione di una strada a quattro corsie (due per senso di marcia), con spartitraffico centrale, sosta al di fuori della carreggiata, larghezza totale oltre 20 m, velocità di progetto 70 km/h. Tale progetto prevedeva una predisposizione per l’attraversamento di Via di Vigna Murata in viadotto, per assicurare la prosecuzione fino a Via Laurentina (scarica il progetto).

Come chiaramente detto nella relazione tecnica, il progetto rappresentava il primo tratto, lungo circa 600 m, dell’intero raccordo Via Laurentina-Sottopasso Appia Antica, lungo invece circa 2 km, ovvero l’”Ex-asse attrezzato” sul quale la STA prevede oltre 5000 veicoli/ora (vedi le simulazioni della STA). Data la lunghezza dell’asse viario, secondo le norme regionali, esso dovrebbe essere sottoposto ad una Verifica ed eventualmente alla Valutazione di Impatto Ambientale, come tutte le strade di scorrimento urbane più lunghe di 1500 metri (DPR del 12 aprile 1996). Realizzando solo una parte dell’opera di lunghezza inferiore, il Comune avrebbe avuto la possibilità di sottrarsi a tale obbligo.

A febbraio 2005 l’Associazione Ottavo Colle incontrò in più riprese consiglieri e amministratori del Municipio XI (Arch. Pezzotti, Arch. Attanasio, Sig. Ummarino, Ing. Colombo), anche in una audizione della Commissione Urbanistica tenutasi il 28/2/2005, e tecnici del IX Dipartimento.

Secondo quanto ci fu detto (Assessore Attanasio), il Municipio XI sarebbe stato favorevole ad una strada per decongestionare l’incrocio Laurentina-Serafico, ma non riteneva che essa dovesse essere necessariamente una strada di scorrimento, e infatti propose inizialmente di realizzare una strada locale a due corsie (unica carreggiata). Il Comune tuttavia bocciò tale progetto ritenendo che essa dovesse essere realizzata a 4 corsie e due carreggiate, essendo un tratto dell’”Ex-asse attrezzato”, che avrà tali caratteristiche.

Gli amministratori e i tecnici del Comune e del Municipio che incontrammo non presentarono mai modelli o simulazioni di traffico che dimostrassero la reale efficacia della strada (anche solo del tratto Tintoretto – Vigna Murata), per decongestionare lo svincolo Laurentina-Serafico o il traffico locale. Poiché come è noto la viabilità su gomma si esplica su un sistema a rete in cui interventi anche di piccola entità possono modificare fortemente i flussi sui rami circostanti, la mancanza di uno studio preliminare sulle conseguenze (positive e negative) della realizzazione della strada ci sembrò un indizio di scarsa professionalità dal parte dell’Amministrazione Comunale.

Notiamo inoltre come il Municipio, di fronte alle nostre preoccupazioni (vedi la tabella di valutazione), rimarcasse più volte che la costruzione delle strade era competenza del Comune e quindi al di fuori dell’area decisionale del Municipio stesso.

Il 24 maggio 2005, in un incontro pubblico sul nuovo PRG incontrammo l’Assessore all’Urbanistica Morassut e gli chiedemmo di dar vita ad un processo decisionale inclusivo sulla viabilità del quadrante, coinvolgendo i cittadini già dalla fase di progettazione. Non ci venne risposto su questo ma Morassut reiterò l’importanza per il Comune di tale nuova viabilità.

Il 16 giugno 2005 organizzammo un’assemblea pubblica nel quartiere, a cui parteciparono oltre 200 cittadini, e solo un consigliere del Municipio XI, il verde Nando Bonessio. In quella occasione iniziammo la raccolta di firme su una petizione per il sindaco Veltroni. Raccogliemmo quindi in poco tempo 700 firme per esprimere preoccupazione e per chiedere un percorso partecipativo al progetto, ma non avemmo mai alcun riscontro dall’Ufficio del Sindaco.

Incontrammo quindi l’Arch. Dina Paone, dello staff dell’Assessore D’Alessandro (Lavori Pubblici), che ci confermò l’intenzione dell’Assessorato di procedere nell’iter progettuale senza avviare un percorso di partecipazione dei cittadini.

L’Associazione Ottavo Colle inviò quindi una lettera al IX Dipartimento chiedendo di essere ascoltata alla Conferenza dei Servizi sul progetto preliminare, per poter esprimere le preoccupazioni dei cittadini in merito agli impatti della Tangenziale. Preparammo un promemoria da illustrare alla CdS.

Il 14 settembre 2005 fu convocata la CdS presso gli uffici del IX Dipartimento, e fu invitata anche la nostra Associazione. Organizzammo un sit-in di protesta sotto gli uffici del IX Dipartimento (guarda le foto della manifestazione), e riuscimmo a far rimandare la CdS per “ predisporre modifiche al progetto”.

Successivamente non ci fu più comunicata nessuna informazione, e dovemmo scoprire da soli che il procedimento era stato spostato al XII Dipartimento (Lavori Pubblici e Manutenzione Urbana).

A febbraio 2006 incontrammo l’Ing. La Viola, responsabile del nuovo procedimento, che ci mostrò il nuovo progetto preliminare. In un successivo incontro a giugno 2006, l’Ing. La Viola ci diede anche copia del progetto (figura 2), da cui si evince che:

1) il progetto del tratto di Tangenziale è stato ridotto, da strada di scorrimento a 4 corsie ad una strada a due corsie larga circa 10 m;

2) la strada seguirebbe lo stesso percorso della precedente, tra Via di Vigna Murata (tra Capolino ed i palazzi) e Via del Tintoretto (tra il distributore e il nuovo palazzo uffici);

3) Il progetto prevede un pesante intervento di scavo della collina per la realizzazione di una trincea a cielo aperto sul lato di Via di Vigna Murata, per diminuire la forte pendenza iniziale. E’ previsto inoltre l’abbattimento di quasi tutti gli eucalipti del vialetto pedonale.

Abbiamo chiesto ovviamente di partecipare alla CdS per questo progetto per presentare una memoria sugli impatti anche di questa strada, tuttavia, a due anni di distanza il progetto è stranamente ancora fermo, senza apparente motivo, visto che a detta dell’Ing. La Viola, l’opera era iscritta al bilancio del 2006.

In mancanza di informazioni chiare dall’Amministrazione, la possibilità di comprendere quanto sta succedendo lo possiamo trovare solo considerando i seguenti elementi:

  1. Nuovi insediamenti residenziali per parecchie centinaia di migliaia di metri cubi sono previste nel nostro territorio: Cecchignola Ovest, Colle delle Gensole, Grotta Perfetta, Prato Smeraldo, Vigna Murata.
  2. Secondo le Norme tecniche di attuazione del nuovo Piano Regolatore Generale, prima o contestualmente alla realizzazione dei nuovi insediamenti dovranno essere realizzate le infrastrutture per la viabilità.
  3. Il Comune di Roma per la realizzazione delle infrastrutture asservite agli insediamenti si avvale ormai quasi sempre dei costruttori degli insediamenti stessi, attraverso il meccanismo dello scomputo degli oneri di urbanizzazione (in pratica tali oneri non vengono incassati ma il privato realizza a sue spese l’opera pubblica).
  4. La necessità della viabilità di scorrimento di cui fa parte l’”Ex-asse attrezzato” è stata reiterata dal Comune rigettando tutte le richieste di modifica al nuovo PRG fatte dai cittadini.
  5. La proposta di legge regionale Bonelli, in cui è previsto l’inserimento dell’area verde del Fosso della Cecchignola nel Parco dell’Appia Antica, e che quindi impedirebbe la realizzazione della Tangenziale di Via Kobler e di parte dell’”Ex-asse attrezzato”, è ferma da oltre un anno in Regione. A febbraio 2007 il Comune ha chiesto di stralciare da tale proposta il Fosso della Cecchignola.

In conclusione: tutti i segnali ci portano a sospettare fortemente che l’Amministrazione comunale stia tergiversando sulla realizzazione della strada a due corsie, con l’intenzione di tornare al vecchio progetto di strada di scorrimento, peraltro ancora riportato nel Piano regolatore Generale approvato nel 2008.

Speriamo di sbagliarci …………


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