Resoconto dell'Assemblea pubblica sull'I-60
di Venerdì 13 marzo 2009
 
Venerdì 13 marzo l'assemblea pubblica promossa dal Coordinamento Territoriale XI - Stop I60 presso la scuola "Settima Spizzichino" di via Salvatore Di Giacomo, alla Montagnola, ha visto la partecipazione di circa 200 cittadini dei quartieri Montagnola, Roma 70, Ballarin, Ottavo Colle, Rinnovamento.


Gli obiettivi dell'incontro erano: presentare il Coordinamento Stop I60, informare i cittadini del progetto di edificazione I60 e delle sue ricadute sul territorio, e immaginare alternative migliori.


E' stato presentato il Coordinamento Territoriale XI - Stop I60 che raccoglie comitati e cittadini dei quartieri interessati, indipendente da ideologie e partiti politici, e aperto alla partecipazione attiva di tutti coloro che ne condividono gli obbiettivi.


E' stato presentato quindi ai cittadini il progetto I60 tramite i documenti fino ad ora ottenuti dal Coordinamento. Esso prevede la costruzione di 400.000 metri cubi, ovvero oltre 30 edifici (20 di 8 piani) su una superficie di 22 ettari. E' stato sottolineato che circa metà delle cubature era stata prevista fin dal vecchio Piano Regolatore, mentre l'altra metà deriva dallo spostamento di cubatura (compensazione edilizia) che non poté essere realizzata nella Tenuta di Tor Marancia quando essa fu vincolata a Parco nel 2003. Con una presentazione grafica sono stati illustrati gli effetti che questo nuovo carico urbanistico (5000 nuovi abitanti e 6-7000 nuovi veicoli) produrrà sul territorio: aumento esponenziale del traffico, scomparsa di ambiente naturale, aumento delle malattie respiratorie causate dallo smog.

E' stato menzionato all'assemblea come nel vecchio piano regolatore del 1960 fossero previste infrastrutture per la mobilità importanti, in particolare strade, mai realizzate ed oggi non più realizzabili, sia per la maggiore densità del tessuto urbano che per il forte carico di pendolari che porterebbero verso le zone residenziali.

E' stato quindi evidenziato che le condizioni attuali dell'area sono già critiche per quanto riguarda il traffico su molte delle strade principali della zona, e diventeranno intollerabili in seguito all'I60, anche perché si aggiungeranno i flussi di traffico dovuti ai ben 17 milioni di metri cubi di residenze previsti a breve nel quadrante sud-ovest. Per quanto riguarda l'ulteriore inquinamento atmosferico, abbiamo stimato che il traffico legato all'I60 emetterebbe inquinanti quanto un inceneritore di medie dimensioni, in piena città !

Come è stato mostrato all'assemblea, l'unico modo per evitare il blocco totale delle nostre zone e tutelare allo stesso tempo la nostra salute, è realizzare preventivamente le linee metropolitane B (prolungamento a Trigoria) e D (fino all'I60).


Il Coordinamento ha quindi presentato delle proposte per restituire l'area alla cittadinanza: creazione di un parco archeologico, di orti di quartiere curati dai cittadini, realizzazione di collegamenti con altre aree verdi circostanti (passaggio pedonale sopraelevato con parco di Tor Marancia e congiungimento con il Parco delle Rane e con il Tevere, attraversando la Via Laurentina), realizzazione di percorsi per esercizi sportivi all'aria aperta.


L'intervento successivo si è incentrato quanto è stato fatto fino ad ora. E' stato riferito degli incontri avuti con i politici, in particolare con le Commissioni Ambiente e Urbanistica del Comune. E' stato evidenziato che a valle di un incontro alquanto deludente ed evasivo svoltosi ad Ottobre 2008, e nonostante le promesse fatte dai presenti On. Di Cosimo (Presidente della Commissione Urbanistica) e De Priamo (Presidente della Commissione Ambiente), il Coordinamento è ancora in attesa della nuova convocazione per discutere le possibili modifiche al progetto.

A livello del Municipio XI è stato evidenziato che, nonostante esista una risoluzione del Consiglio municipale sulla necessità di convolgere i cittadini nelle decisioni, e l'Assessore Attanasio abbia dichiarato alla stampa la sua intenzione di aprire un tavolo di confronto sull'I60, nulla è stato fatto negli ultimi mesi.


Sono quindi state presentate e discusse con i cittadini le richieste del Coordinamento, ovvero moratoria sul progetto I60 e su tutte le edificazioni che rischiano di paralizzare il traffico nel quadrante, realizzazione delle valutazioni di Impatto Ambientale e Ambientale Strategica, costruzione preventiva delle metropolitane B e D, salvaguardia del Fosso delle Tre Fontane quale ecosistema di grande pregio naturalistico.


Sono poi state lanciate le prossime iniziative tra cui una campagna di protesta sui mezzi in comunicazione (invio mail/lettere/fax e telefonate a giornali e televisioni) per il 24 marzo e due appuntamenti (24 marzo e 5 aprile) per conoscere da vicino l'area dove si vuole costruire l'I60, partendo dal Forte Ardeatino.

E' stato ricordato a tutti i presenti la necessità che ognuno si faccia portatore dell'informazione ricevuta, in quanto il passaparola (stante il silenzio delle istituzioni) è l'unico modo per acquisire la consapevolezza del disastro che l'I60 creerà nei quartieri limitrofi.

Nel corso dell'assemblea sono intervenuti molti cittadini, giornalisti e rappresentati di comitati e associazioni anche non della zona, fornendo ulteriori informazioni utili sul progetto I60, suggerimenti sulle possibili strategie da seguire e proponendo iniziative e azioni da intraprendere nel futuro prossimo con il coinvolgimento della cittadinanza.


Riportiamo infine che grazie alle offerte volontarie dei cittadini intervenuti sono stati raccolti fondi che hanno permesso di rientrare di una parte delle spese di manifesti e volantini per la pubblicizzazione dell'assemblea.


Ci siamo lasciati con il calendario delle prossime iniziative:

24 marzo: Invio ripetuto e pressante di mail e fax di protesta a politici, giornali e televisioni. LEGGI QUI COME FARE.

29 marzo e 5 aprile, dalle 10 al Forte Ardeatino: una passeggiata per renderci conto di cosa potremmo perderci, con pranzo tutti insieme.