La Tenuta di S. Alessio nel Parco dell'Appia Antica PDF Stampa E-mail

 

Salviamo per sempre la Tenuta di S.Alessio inserendola nel Parco dell’Appia Antica

 

La Tenuta di S.Alessio è un grande parco agricolo (67 ettari) al confine tra i Municipi XI e XII, sul quale esistono da sempre mire speculative, in quanto collocato in un’area con grande potenziale di sfruttamento economico, sia di tipo immobiliare che commerciale (Figura 1).

 

 

 

 

Figura 1: immagine satellitare della Tenuta di S.Alessio (in rosso i confini).

 

 

Quest’area presenta caratteristiche ambientali di grande pregio con presenza di specie protette (istrice, civetta, barbagianni, nibbio bruno, gheppio), vegetazione arborea di interesse storico (relitti delle piantagioni della bonifica di fine ‘800), paesaggi agricoli e rurali di valenza storica, emergenze archeologiche importanti. Essa rappresenta una componente importantissima della rete ecologica della città, fondamentale per garantire la connettività funzionale tra l’area di Tor Marancia a nord, quella del Fosso della Cecchignola a sud, e la tenuta di Tor Carbone a est. Si tratta di corridoi di collegamento che vanno salvaguardati per favorire la continuità territoriale ed ecologica tra aree urbane ad elevata frammentazione ambientale.

 

La Tenuta è di proprietà del Demanio dello Stato, ed è assegnata in enfiteusi perpetua alla Provincia di Roma dal 1911. Grazie ad una ricerca del Dipartimento di Geografia dell’Università di Roma La Sapienza, è stato possibile ricostruire la storia della Tenuta nell’ultimo secolo (leggi la storia nella sezione Ambiente del sito).

Nel nuovo Piano Regolatore Generale l’area è classificata a Verde e Servizi di Livello Urbano quindi in teoria (salvo deroghe e varianti di PRG) non dovrebbe essere soggetta a speculazioni di tipo immobiliare residenziale. Purtroppo non è così semplice, visto che da alcuni anni la speculazione (intesa come “Operazione commerciale o finanziaria che mira a trarre un forte utile”) si interessa sempre di più, con l’avallo delle amministrazioni locali, anche al settore dei servizi (leggi qui … beni comuni…).

 

La nostra iniziativa nasce nel 2005 quando veniamo a sapere che la Provincia ha pubblicato un bando esplorativo per la vendita o permuta di alcune sue proprietà, tra cui la Tenuta di S.Alessio. Ci incontriamo con il Preside dell’Istituto Agrario Garibaldi, che ci racconta di avere avuto notizie poco rassicuranti sul destino della Tenuta e della Scuola (ci parla di una possibile “Città dello Sport”), e sembra molto preoccupato.

Ci attiviamo nell’ottobre del 2005, e aiutati da altre Associazioni confinanti e dall’Istituto Agrario, raccogliamo in un mese 3123 firme di cittadini sotto una petizione che chiede in sostanza l’inserimento della Tenuta nel Parco dell’Appia Antica.

Infatti qualche mese prima (settembre 2005) era stata presentata da Angelo Bonelli, Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, una proposta di legge per l’allargamento del Parco dell’Appia Antica ad altri 1600 ettari di aree verdi pregiate (http://www.wwfroma11.it/documenti/parco%20appia/ampliamento%20parco%20appia.htm). La nostra petizione chiede quindi un emendamento a tale proposta per ottenere l’inserimento anche della Tenuta di S.Alessio, in quanto la semplice classificazione come “area contigua”, chiesta da WWF e Italia Nostra, non ci sembra sufficiente per garantirne l’inviolabilità.

Il 21 novembre 2005 inviamo quindi la petizione e le 3123 firme ai politici di Regione, Provincia e Comune.

Da allora silenzio fino al 24 marzo 2006, quando sul quotidiano La Repubblica appare la notizia che, nella Conferenza degli Enti svoltasi sulla proposta di legge, la Provincia si dichiara favorevole all’inserimento nel Parco della Tenuta di S.Alessio, per bocca dell’Assessore all’Ambiente Sergio Urilli.

Tuttavia, in un incontro pubblico svoltosi il 9 giugno 2006. presso l’Istituto Agrario, gli Assessori provinciali Rosati e Monteforte, intervenendo sul tema della salvaguardia e dello sviluppo dell’area, pur smentendo la volontà della Provicia di alienare la Tenuta, dichiarano di non sapere nulla di tale inserimento, suscitando il sospetto che la questione sia ancora bene aperta.

La nostra Associazione scrive alla Regione e alla Provincia (leggi la lettera), chiedendo chiarezza, attraverso una presa di posizione della Provincia che formalizzi pubblicamente il nulla osta all’inserimento nel Parco dell’Appia, e una indicazione dell’orientamento in merito del Presidente della Regione e dei gruppi politici componenti il Consiglio Regionale.

Nessuna risposta.

Nel frattempo portiamo la questione nella Consulta dell’Ambiente del Municipio XI, a cui partecipiamo, e il Consigliere dei Verdi Nando Bonessio si fa promotore di un Ordine del Giorno del Municipio (leggi l’OdG) che chiede l’inserimento della Tenuta nel Parco dell’Appia Antica. L’OdG viene presentato per la votazione in varie sedute del Consiglio ma i Consiglieri DS fanno mancare sempre il numero legale, tanto che alla fine l’OdG viene approvato con l’appoggio dell’opposizione (leggi l’articolo di Roma Locale). Il motivo di questa dissonanza di vedute non ci appare chiaro, né lo è al Consigliere Bonessio.

Il tutto si chiarisce quando, a sorpresa, il 20 febbraio 2007, esce sui giornali romani (leggi articolo del Messaggero) la notizia che la Provincia intende cedere 10 ettari della Tenuta di S.Alessio per la realizzazione di un mega impianto sportivo da 20 milioni di euro. L’impianto viene denominato “Scuola dello Sport”, ovvero un college con grandi campioni tra i docenti (Chechi, Lucchetta, Panatta), ma nello stesso tempo si dice che sarà aperto a tutti i cittadini, con palese contraddizione. L’unica cosa certa è che la Provincia non avrà le risorse per gestire l’impianto e dovrà coinvolgere i privati, di fatto alimentando una speculazione immobiliare (discrete cubature saranno necessarie per aule e dormitori del ‘college’) e commerciale (ad es. attività commerciali e corsi a pagamento).

E’ evidente che alcuni Assessori della Provincia non hanno mai abbandonato il loro progetto iniziale del 2005, nonostante le proteste e le firme dei cittadini, manifestando con il loro operato, non solo una totale ignoranza della valenza ambientale dell’area, ma anche una precisa volontà di nascondere ai cittadini le intenzioni dell’Amministrazione, fino al fatto compiuto.

La nostra Associazione si fa promotrice di un comunicato su questo progetto, a cui aderiscono molte altre Associazioni locali.

Per fortuna anche il Presidente del Municipio Andrea Catarci manifesta immediatamente la sua assoluta contrarietà all’operazione, ribadendo che la Tenuta di S.Alessio deve mantenere la sua destinazione originale.

Successivamente in un incontro al Municipio con Catarci, i rappresentanti di varie Associazioni si dichiarano contrari al progetto. A questo punto diamo vita ad una forte campagna di protesta con centinaia di Fax, email e lettere ai giornali, e alla fine la Provincia rinuncia al progetto.


Il pericolo non si può dire però scampato. La speculazione è in agguato e nuovi progetti privati potrebbero spuntare, mascherati da "servizi" per i cittadini.

 

L'unica soluzione per salvaguardare la Tenuta per sempre è la sua annessione al Parco Regionale dell'Appia Antica, inserendola nella proposta di legge attualmente ferma in Regione Lazio.