Storia della Tenuta di S.Alessio PDF Stampa E-mail

La Tenuta di S.Alessio : un’area di pregio da conservare per le generazioni future


Tra i quartieri Ottavo Colle, Prato Smeraldo, Fonte Meravigliosa e Roma 70, a confine tra il XII e l’XI Municipio del Comune di Roma, si estende la Tenuta di S.Alessio, una superficie di 67 ettari prevalentemente verde, sede di un prestigioso Istituto scolastico: l’Istituto Tecnico Agrario “Giuseppe Garibaldi”.

Si tratta di un pezzo di Campagna Romana, rimasto pressoché intatto per oltre 100 anni a discapito della pressante urbanizzazione. Per i cittadini che le girano intorno quotidianamente, oggi guardare dentro la Tenuta di S.Alessio è come affacciarsi ad una finestra sul passato. Il distratto guidatore, distogliendo lo sguardo dalla strada, potrebbe incrociare, nella bucolica cornice di olivi, vigneti e campi erbosi, lo sguardo timido di pecore e mucche al pascolo. Il cittadino meno distratto sa ormai perfettamente che quando inizieranno i trattori a dissodare i campi la primavera sarà vicina, sa cogliere il mutare delle stagioni nell’alternanza delle coltivazioni, apprezza la ricchezza degli odori e dei colori, i bruni, i verdi, i gialli, che scacciano il grigiore della città. Chi si affaccia a questa finestra può rivivere, qui come nel vicino Parco dell’Appia Antica, quella ruralità della Campagna Romana che è ormai relegata quasi ovunque oltre i margini della città.

La Tenuta di S.Alessio è da anni perfettamente inserita nel contesto urbanistico dei limitrofi quartieri, frequentata dai cittadini che la utilizzano come sentiero pedonale verde per i loro spostamenti, per passeggiate con gli amici a quattro zampe, per corse rinvigorenti, o semplicemente per ritrovare un po’ di tranquillità.

L’Istituto G.Garibaldi opera da circa un secolo nella Tenuta di S.Alessio. E’ una scuola di grande interesse e utilità sociale, frequentata da centinaia di studenti provenienti da tutta l’area romana. Gli ettari in uso alla scuola erano, al momento dell’affidamento, oltre 100. Nel corso del tempo furono via via scorporate delle parti di territorio, sia per usi pubblici (istruzione e ricerca) che privati (abitazioni residenziali). Nel corso di un secolo, le varie cessioni hanno tolto alla Tenuta circa 40 ettari, e questo stillicidio non si è ancora fermato, e rischia di minare seriamente la possibilità di sopravvivenza di questa splendida area.

Nelle pagine seguenti, attraverso una ricerca storica e geografica condotta nell’ambito di una tesi di laurea triennale in Geografia, svolta presso il Dipartimento di Geografia Umana dell’Università di Roma “Sapienza”, si ripercorrono le tappe più salienti della storia della Tenuta. Utilizzando documenti d’archivio e cartografia storica, carte topografiche recenti, foto aeree ed immagini satellitari, si è ricostruita la storia della Tenuta, dei suoi confini e delle trasformazioni d’uso del territorio dall’inizio del secolo XX.

La Regia Scuola Pratica di Agricoltura arriva nella Tenuta di S. Alessio


Nel 1907 la Regia Scuola Pratica di Agricoltura, costituita nel 1872, viene trasferita nella località in cui opera ancora oggi e cioè nella Tenuta di S.Alessio, racchiusa tra le attuali Via di Vigna Murata, Via Ardeatina, Via Erminio Spalla e gli istituti scolastici superiori che si affacciano su Via di Grotte d’Arcaccio. Tre anni dopo il trasferimento, nel 1910, il Tenimento viene affidato in modo permanente alla scuola agraria. Il Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio affida in enfiteusi perpetua i fondi demaniali detti “Regio Campo Sperimentale e lotti 13 e 14 delle tenute di S.Alessio e Vigna Murata nell’Agro Romano”... con l’obbligo di stabilirvi la Regia Scuola Pratica di Agricoltura”, alla Provincia di Roma che dal quel momento gestirà la scuola ed i poderi.

Il territorio ceduto in enfiteusi per la Regia Scuola Pratica di Agricoltura occupa una superficie totale di 102.44.70 ettari, posta a cavallo dell’attuale Via di Vigna Murata. Di questi, 82.93.70 ettari sono compresi nella Tenuta di S. Alessio (Regio Campo Sperimentale), e 19.51 sono costituiti dai Lotti 13 e 14 della Tenuta di Vigna Murata (rispettivamente 10.20 ettari il primo e 9.31 il secondo) (Figura 1), separata dall’altro Tenimento dal Fosso di S. Alessio e dalla strada interpoderale (sul tracciato della quale è stata successivamente realizzata la Via di Vigna Murata).

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Figura 1 - Rappresentazione cartografica del Regio Campo Sperimentale edei Lotti 13 e 14. In giallo le aree date in enfiteusi alla Provincia di Roma.

Fonte: Contratto di enfiteusi del 21-XII-1910.


L’11 febbraio 1911, con il n. 21015, il contratto viene registrato alla Corte dei Conti, e da questo momento il Demanio dello Stato, con il ruolo di proprietario, e la Provincia di Roma, in qualità di beneficiario, saranno i soggetti che regoleranno la vita dell’Istituto in ordine al patrimonio territoriale e alle strutture che in esso sono presenti. Viene inoltre sancito l’obbligo per quest’ultima del miglioramento e dell’uso dei terreni esclusivamente ai fini dell’istruzione agraria, pena la devoluzione del fondo.[1] Questo è un aspetto centrale del contratto, ed è un principio al quale si è fatto riferimento, dopo circa un secolo, quando (nell’estate del 2005) l’amministrazione provinciale ha manifestato l’intenzione di alienare questi beni.

Nonostante il suddetto vincolo, dopo pochi anni di gestione i terreni destinati all’Istituto Agrario cominciano ad assottigliarsi e si trasformano da aree agricole di pregio, in aree edificate residenziali o a servizi.

Non molto tempo dopo, infatti, il terreno rientrante nei due lotti di Vigna Murata viene ceduto all’Opera Nazionale per gli orfani dei contadini morti in guerra, quindi gli ettari a disposizione della scuola diminuiscono e diventano circa 80. Questo evento accade in un periodo che va dal 1914[2] al 1924, anno in cui viene realizzato uno studio finalizzato alla riforma della Scuola stessa e dal quale risulta che l’Istituto utilizza soltanto i terreni a nord di Via di Vigna Murata. Nel 1924, infatti, viene compiuta un’indagine il cui fine è quello di redigere e preparare i nuovi programmi e il nuovo ordinamento di quella che ha ancora come nome Regia Scuola Pratica di Agricoltura, ma che proprio nel corso dello stesso anno, passerà ad essere la Regia Scuola Agraria Media di Roma. L’idea era quella di promuovere e realizzare un’azienda tale da essere un polo di riferimento, almeno per tutte le aziende agricole della zona costiera. Va inoltre ricordato che in questo periodo, e sarà così almeno fino alla metà degli anni Sessanta, la scuola è situata fuori dalla città, e i collegamenti pubblici sono inesistenti. Per favorire lo sviluppo e per ovviare alle difficoltà di raggiungimento, vengono fatte proposte per migliorare e valorizzare le strutture già presenti e per costruirne di nuove. Fra queste vi è la scuola convitto: approvata con delibera del 22 maggio del 1923 dalla Regia Commissione e realizzata nel 1928.

Nell’ottobre 1933, in base alla legge n. 889 del 15 giugno 1931, la Scuola perviene all’attuale ordinamento di Istituto Tecnico Agrario Statale.

L’estensione della superficie su quale opera non pare subire modifiche almeno fino all’aprile del 1967 (Figura 2); infatti, facendo riferimento ad una carta al 10.000 del Comune di Roma di questo stesso anno, il terreno appartenente all’Agrario appare composto ancora da circa 80 ettari.



 

 

 

 

Figura 2 - In giallo e col bordo a tratto continuo sono contrassegnati i terreni dell’Istituto Agrario nel 1967, con il tratteggio i terreni ceduti.

Fonte: Elaborazione su Carta del Comune di Roma, 1967.


Ma già solo un decennio dopo la situazione è molto diversa. Come è possibile osservare da alcune foto aeree del 1977 (Figura 3), una porzione del territorio all’estremità occidentale, pari a poco meno di 3 ettari, è stata ceduta per la costruzione del Liceo Peano e dell’Istituto Aeronautico De Pinedo. Sempre dall’analisi di questo materiale fotografico si evince che anche sul lato orientale una parte dei terreni dell’Agrario è stata ceduta (poco più di 2,5 ettari), in questo caso all’Istituto Nazionale della Nutrizione del CNR. Sui lotti situati sul lato opposto di Via di Vigna Murata si cominciano a realizzare le prime costruzioni che faranno parte del comprensorio di Fonte Meravigliosa. Via di Vigna Murata, nel frattempo, non è ancora una strada larga e ad ampio scorrimento come la osserviamo oggi. Lo diventerà solo a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta.



 

 

 

 

Figura 3 - In giallo e col bordo a tratto continuo sono contrassegnati i terreni dell’Istituto Agrario nel 1977, con il tratteggio i terreni ceduti.

Fonte: elaborazione su foto aerea del Comune di Roma, 1977.


Da una successiva carta topografica del 1984 si può osservare una ulteriore contrazione dei terreni asserviti alla scuola agraria (Figura 4): al fianco del Liceo Scientifico Peano e dell’Istituto Aeronautico De Pinedo si erge un nuovo edificio scolastico inizialmente dipendente dal Liceo Peano, che negli anni seguenti ospiterà in piena autonomia il liceo Scientifico Primo Levi.



 

 

 

 

Figura 4 - In giallo e col bordo a tratto continuo sono contrassegnati i terreni dell’Istituto Agrario nel 1984, con il tratteggio i terreni ceduti.

Fonte: Elaborazione su Carta del Comune di Roma, 1984.


Intanto sul lato sud-orientale, in un periodo che va dal 1984 al 1991 (anni nei quali vengono pubblicate carte topografiche dell’area in esame a cui fare riferimento), su un’area di 2 ettari confinante con l’Istituto della Nutrizione, viene costruita la nuova sede dell’Istituto Nazionale di Geofisica (Figura 5).



 

 

 

 

Figura 5 - In giallo e col bordo a tratto continuo sono contrassegnati i terreni dell’Istituto Agrario al 1991, con il tratteggio i terreni ceduti.

Fonte: Elaborazione su Carta del Comune di Roma, 1991.


In totale si perdono quasi 10 ettari di superficie e la Tenuta di S. Alessio assume così l’estensione che ha ancora adesso, cioè quella di 67 ettari (Figura 6).

Va detto che la progressiva riduzione della superficie dell’Istituto Agrario è accompagnata da una forte espansione edilizia nelle aree limitrofe. Durante gli anni ’70 si crea il quartiere densamente popolato di Roma 70, negli anni ‘80 si amplia e si sviluppano ulteriormente i quartieri residenziali di Fonte Meravigliosa e Prato Smeraldo, mentre si consolida quello dell’Ottavo Colle.



 

 

 

 

Figura 6 - In giallo e con bordo a tratto continuo sono contrassegnati i terreni dell’Istituto Agrario al 2007, con il tratteggio i terreni ceduti.

Fonte: Elaborazione Associazione VIII Colle su immagine da satellite QuickBird del 2003.



La salvaguardia della Tenuta oggi


Le aree verdi della Tenuta rappresentano un patrimonio archeologico, storico, naturalistico e sociale che va sicuramente preservato. La Tenuta contiene casali storici ed evidenze archeologiche importanti: all’interno di un casale è stato rinvenuto un criptoportico risalente ad epoca romana, mentre nel settore nord-occidentale è sepolto un tratto dell’antica strada che conduceva dalla Chiesa della SS. Annunziata alla Tenuta delle Tre Fontane – probabile segmento del tracciato viario che collegava le “Sette Chiese”).

La Tenuta di S.Alessio rappresenta oggi un’oasi in un territorio densamente popolato, in cui la continua urbanizzazione sta restringendo sempre più non solo gli spazi verdi a disposizione dei cittadini ma anche le aree semi selvagge, necessarie per mantenere un ambiente urbano più salubre. Un’oasi che sta ancora rischiando di perdere terreno e che va difesa con forza sia da parte delle Istituzioni che da parte dei cittadini.

Approdando ai giorni nostri, infatti, ritroviamo la Tenuta come protagonista, nell’estate 2005, di una vicenda che ha preoccupato non poco la cittadinanza e la dirigenza scolastica.

La Provincia di Roma aveva inserito nella lista dei beni alienabili il terreno della Scuola, e a tal proposito aveva affidato alla società Risorse Per Roma il compito di indire un bando esplorativo (Figura 7) per la permuta anche di questo terreno. Il bando esplorativo fu pubblicato su “Il Messaggero” del 27 luglio 2005, in pieno periodo estivo.

 

 

 

 

Figura 7 - Bando esplorativo commissionato dalla Provincia di Roma alla società Risorse Per Roma e apparso su “Il Messaggero” del 27 luglio 2005.

L’Associazione Ottavo Colle si attivò nell’autunno successivo per organizzare una raccolta di firme per sventare la vendita della Tenuta e per vincolarne l’area. In quei giorni (20/9/2005) la Giunta della Regione Lazio aveva approvato all'unanimità una Proposta di Legge per l'ampliamento del Parco Regionale dell’Appia Antica, in cui però non era considerata la Tenuta. L’Associazione Ottavo Colle ritenne allora che l’annessione della Tenuta di S.Alessio al Parco Regionale sarebbe stata una forte garanzia per la protezione e la conservazione dell’area. L’Associazione Ottavo Colle presentò quindi il giorno 22 novembre 2005, all’allora Presidente della V Commissione Consiliare Ambiente, On. Giuseppe Celli, una petizione firmata da 3.123 cittadini romani, che chiedeva l’inserimento della Tenuta nel Parco dell’Appia Antica.

Successivamente, i Consigli dei Municipi XI e XII votarono due Ordini del Giorno per sostenere l’annessione dell’area della Tenuta di S. Alessio, sede dell’Istituto Agrario Statale “G. Garibaldi”, al Parco dell’Appia Antica.

Da allora fino ad oggi la proposta di legge si è arenata contro gli interessi particolari di lobby affaristiche, e non è stata mai votata al Consiglio Regionale; l’emendamento chiesto per la Tenuta di S.Alessio è rimasto fermo con essa. Le voci di cessioni di parti della tenuta continuano, e c’è bisogno di una costante vigilanza dei cittadini per evitare che la miope visione di benefici economici di breve termine, distrugga un patrimonio che per le future generazioni diventerà insostituibile.



Si ringraziano la Prof. Flavia Cristaldi del Dipartimento di Geografia Umana dell’Università di Roma “Sapienza”, il Dott. Federico Salerni, Geografo, e l’ITAS G. Garibaldi per il materiale fornito.



[1] In realtà il contratto prevede la devoluzione dei fondi nei casi in cui la Provincia di Roma:

1. Non vi stabilisca la sede di quella che sarebbe stata la Regia Scuola Pratica di Agricoltura di Roma

2. Non si attenga alle prescrizioni di bonificamento della commissione di vigilanza dell’Agro Romano

3. Manchi al pagamento di quattro semestralità consecutive


 

[2] Dalla Nuova Carta dell’Agro Romano al 75:000, che risale proprio al 1914, i Lotti 13 e 14 risultano essere ancora di proprietà della Provincia di Roma, Enfiteuta al Demanio dello Stato.