La battaglia contro i cartelloni selvaggi prosegue: aggiornamento Marzo 2011 PDF Stampa E-mail

Stato della battaglia a Marzo 2011:

La raccolta delle 10.000 firme per la delibera di iniziativa popolare del 2010 contro l’invasione dei cartelloni, nella quale la nostra Associazione ha svolto un ruolo primario,  sta dando i primi risultati: il Comune ha presentato il PRIP, cioè il Piano regolatore degli impianti pubblicitari: esso ha l’obiettivo di mettere ordine tra tutte le norme paesaggistiche, di tutela ambientale, dei vincoli nelle aree storiche di Roma e del codice della strada.

Il Comune prevede che nella stesura del Piano, partecipino anche i cittadini, ed alcuni nostri esponenti si sono messi volontariamente a disposizione.

Questo sono le obiezioni che verranno presentate:

Prima ancora di regolare il settore, il PRIP dovrebbe ridurre in maniera chiara i danni arrecati al territorio in questi ultimi 2 anni, in termini di numero di cartelloni e superficie ( al Comune risultano circa 32.000 cartelloni per una superficie di 260.00 mq), invece ne fa solo un accenno.

Il piano dice di mettere ordine, ma ha tutta una serie di complicazione che lo rendono complesso e di difficile verificabilità da parte delle autorità. L’ipernormazione, ed in Italia siamo maestri con oltre 75.000 leggi, determina l’inefficacia di fatto del piano, troppi parametri da verificare, troppe deroghe previste.

Se non è semplice, non è efficace: quindi se uno deve verificare 12 parametri anziché 3 per decidere se un impianto è abusivo, significa che il PRIP non serve, perché le risposte verranno dopo un lungo tempo e saranno facilmente contestabili.

Inoltre la complessità preclude un controllo diffuso da parte dei cittadini.

L’entità della superficie espositiva totale stabilita nel PRIP (mq 162.500) appare eccessiva (circa 58mq/abitante, con Bologna, Genova e Torino che non superano i 50 mq). Andrebbe proposta una riduzione di tale valore ( proposto mq 100.000) accompagnata da un sensibile aumento delle tariffe a carico dei concessionari; in questo modo il giro d’affari sia per il Comune che per le ditte non diminuirebbe, potrebbe anzi aumentare, ottenendo nel contempo una minore invasività degli impianti. Peraltro un aumento delle tariffe è anche tra le misure consigliate dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma.

Nel documento il ruolo dei Municipi rimane marginale. Andrebbe invece rafforzato cogliendo l’occasione per modificare l’intera disciplina attribuendo ai Municipi competenze forti in tema di controllo del territorio e repressione dell’abusivismo.

Andrebbe infine esclusa esplicitamente ogni deroga ai vincoli paesaggistici ed al Codice della Strada.